martedì 10 maggio 2016

SABATO   28   MAGGIO                          DALLE   15:00


Presidio  alla  base  NATO  di  Solbiate  Olona



La struttura di Solbiate Olona ospita dal 2001 il quartier generale dei corpi NATO di dispiegamento rapido NRDC-ITA. E’ uno dei nove Comandi NATO di reazione rapida, e conta su 2000 militari.

L’Italia fornisce il 70% del personale, il rimanente è costituito da militari provenienti da altre nazioni. Il Comando è preparato per interventi in aree di crisi in base a quanto stabilito dal Consiglio Nord Atlantico ed è già stato impegnato in Afghanistan nel 2003 nella missione Isaf sotto comando USA.

Il Comando sta per diventare quartier generale interforze, con la partecipazione di personale anche della Marina e dell’Aeronautica.

Si può affermare quindi senza tema di smentita che la struttura di Solbiate ha assunto una notevole importanza in ambito NATO e certamente può rientrare tra gli obiettivi di attentati militari o terroristici.



Attualmente in Italia si spendono in armamenti oltre 80 milioni di euro al giorno che devono diventare 100 nei prossimi due anni. Le spese nella “Difesa” (che tale non è più) aumentano a scapito di pensioni, sanità, istruzione, trasporti, lavoro, bonifiche e messa in sicurezza del territorio. Lo stato sociale è smantellato a favore dello stato armato. Per non dire dell’inquinamento, provocato soprattutto dalle esercitazioni, e del rischio di contaminazione radioattiva.

Con il presidio del 28 Maggio davanti alla caserma NATO di Solbiate Olona intendiamo ribadire l’importanza della mobilitazione sul territorio come momento insostituibile di coinvolgimento delle persone e di sensibilizzazione rispetto a temi fondamentali come il disarmo e lo status di Paese neutrale, per difendere la nostra sicurezza, i nostri soldi, la nostra salute.



Rilanciamo la mobilitazione popolare su poche essenziali parole d’ordine:

- uscire dalla NATO

- chiudere le basi, fuori la NATO dall’Italia

- smantellare gli armamenti, primi fra tutti quelli atomici



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Evento Facebook di riferimento: https://www.facebook.com/events/582018488638124/


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Hanno aderito:

 

Comitato Nessun M346 a Israele
Movimento No F35
USB Novara
Punto Pace di Pax Christi Tradate
Commissione Giustizia e Pace dei Missionari Comboniani
ADL Varese
Kinesis Tradate
Comitato Acqua Bene Comune della Provincia di Varese
Comitato contro la guerra Milano
Comitato varesino per la Palestina
No TAV della Valle di Susa
Associazione Culturale "Stella Alpina" di Pombia
BDS Milano
Associazione Oltre il Mare
Cobas scuola Varese
Associazione FreeWeed Board
Attac Saronno



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Richiesta di partecipazione al "Forum digitale contro la guerra"


 




lunedì 19 gennaio 2015

COMUNICATO in solidarietà a Marcello: NO SORVEGLIANZA SPECIALE!



Di seguito pubblichiamo il nostro comunicato, per esprimere solidarietà a Marcello. 

Invitiamo tutti/e a presentarsi fuori dal Tribunale di Varese, il 27 gennaio alle ore 9.00 e a partecipare al corteo contro la sorveglianza speciale, il 24 gennaio (ore 15.30 ritrovo in Piazza San Francesco, Saronno).  Per info: http://resist.noblogs.org/
 

COMUNICATO:

Il prossimo 27 Gennaio presso il Tribunale di Varese si terrà l’udienza per valutare la richiesta del Questore di applicazione della sorveglianza speciale a Marcello, un compagno che ha partecipato, tra l’altro, ad alcune iniziative promosse dal Comitato promotore del Forum contro la guerra. La sorveglianza speciale è una misura di prevenzione che si applica a prescindere dalla commissione di un reato. Le misure di prevenzione, nate per colpire criminali e mafiosi, hanno trovato più recentemente larga applicazione nel tentativo di repressione dell’antagonismo sociale. La sorveglianza speciale, come l’obbligo o il divieto di dimora, limita grandemente la libertà di movimento e di rapporti e tende ad isolare il destinatario della misura dal contesto sociale in cui opera. In una assemblea molto partecipata che si è svolta ieri sera a Saronno alcuni interventi hanno messo in evidenza, tra l’altro, come l’iniziativa contro Marcello debba essere considerata una sorta di “apripista” per analoghe iniziative nei confronti di altri. E’ estremamente importante dimostrare concretamente la solidarietà nei confronti di Marcello partecipando alle varie iniziative promosse ( vedi il sito di Kinesis) e  con la presenza in udienza.

Tra i dati sintomatici della pericolosità sociale di Marcello elencati nella richiesta del Questore colpisce la segnalazione della partecipazione di Marcello alla manifestazione dell’Ottobre 2012 attorno alla sede dell’Aermacchi a Venegono. Lo stesso Questore ricorda che la manifestazione è stata nazionale ma pudicamente omette di citare Israele come destinatario della vendita degli M346.

Apprendiamo così che partecipare a una pacifica manifestazione contro la vendita di dispositivi di guerra è indice di pericolosità sociale; dal che si desume che produrre e vendere questi strumenti di morte è invece meritorio.


Per tutte queste ragioni come Comitato promotore del Forum contro la guerra siamo a fianco di Marcello e gli esprimiamo la nostra solidarietà.





Venegono, 16 Gennaio 2015        Il Comitato promotore del Forum contro la guerra

domenica 21 dicembre 2014

Un nuovo ruolo per Finmeccanica - articolo di Nigrizia

Un nuovo ruolo per Finmeccanica

Nel convegno dal titolo "L’industria delle armi alimenta le guerra. Il ruolo di Finmeccanica” a Venegono Superiore, è stato analizzato il gruppo industriale italiano della difesa e della sicurezza. È possibile pensare a una rimodulazione del suo modello imprenditoriale e di produzione in chiave civile? Ecco una sintesi dell'incontro. 


Lo scorso 29 novembre a Venegono Superiore (Va), si è svolto il convegno dal titolo “L’industria delle armi alimenta le guerra. Il ruolo di Finmeccanica”. È il terzo incontro di dibattito, organizzato dal Comitato NO-M346 del varesotto, dal Movimento NO-F35 del novarese e da tutti i promotori del “Forum contro la guerra”. L’incontro si è posto l'obiettivo di analizzare l'holding della difesa e sicurezza Finmeccanica, uno dei comparti più importanti del sistema paese e fare nuove proposte per una trasformazione della sua linea produttiva.
Nell’epoca della “guerra infinita” una delle attività considerate strategiche dallo Stato è il mantenimento delle capacità industriali e tecnologiche giudicate essenziali per la sovranità operativa delle forze armate.
Finmeccanica è stata definita dal “Libro bianco della difesa” elemento essenziale non solo per la difesa e sicurezza degli interessi vitali e strategici italiani, ma anche fondamentale, per le sue capacità tecnologiche, per la crescita complessiva del Paese. L’azienda, con la cessione degli asset civili, intende trasformarsi in una holding esclusivamente orientata verso i settori dell’aerospazio e della difesa, seguendo un modello di difesa “aggressivo”.
Nel convegno di Venegono (del quale i missionari comboniani sono stati accesi promotori ospitando l’evento) l’obiettivo dichiarato era quello di avviare un dibattito per individuare le criticità di questo modello economico e di difesa, con l’idea di proporre una sua rimodulazione che porti ad un passaggio dalle scelte militaristiche a quelle fondate su una produzione finalizzata ad attività civili.
Il convegno rivestiva una importanza particolare per il territorio varesino perché qui sono presenti AleniaAermacchi e AgustaWestland, aziende madri del Distretto aerospaziale lombardo che anche nel 2014 si è confermato il maggiore del settore per quota di export, il 35% del totale nazionale, con un giro d'affari di 4,5 miliardi di euro e 15.000 addetti. Nondimeno in queste aziende si sono organizzate lotte per la riconversione dell'industria bellica alla fine degli anni '80, in particolare quella condotta dai lavoratori Aermacchi all'inizio della prima guerra del Golfo.

A parlare, nel castello dei missionari Comboniani di Venegono Superiore, proprio nel territorio fra Varese e Novara dove sono concentrate diverse aziende aeronautiche belliche di rilevanza internazionale, sono stati: Domenico Moro (economista) che ha parlato del ruolo di Finmeccanica nel capitalismo italiano e transnazionale, e sul significato della “riconversione al militare” proposta dall’attuale management; Manlio Dinucci (giornalista e saggista) intervenuto sul ruolo della produzione bellica nella implementazione di un modello di difesa aggressivo a supporto di un sistema economico predatorio; Alex Zanotelli (missionario Comboniano e ex-direttore di Nigrizia) sulla grande immoralità di spesa e produzione militare e del commercio di armi, che hanno raggiunto dimensioni da capogiro.
Riflessioni particolari sono state portate dagli interventi di sindacalisti di base come Fiorenzo Campagnolo (ADL Agusta-Westland) e Giansandro Bertinotti (ADL Alenia-Aermacchi), oltre che di Rossana De Simone, MarioAgostinelli, Ugo Giannangeli, Gregorio Piccin, Elio Pagani e Alberto Perino.

Proponiamo qui un riassunto di ciò che è stato detto in quell’incontro in formato pdf.

Di seguito, invece, i link ai video di alcuni degli interventi degli ospiti del dibattito:
Introduzione: https://www.youtube.com/watch?v=vy1pDaCMIR8
Intervento di Rossana De Simone: https://www.youtube.com/watch?v=4dckqkNuWfc
Intervento di Domenico Moro: https://www.youtube.com/watch?v=a2b530T1fAs
Intervento di Manlio Dinucci: https://www.youtube.com/watch?v=uz_fr-IgNbE
Intervento di Mario Agostinelli: https://www.youtube.com/watch?v=o5ofY28l_zU
Intervento di Gregorio Piccin: https://www.youtube.com/watch?v=271Xeb0RixM

FONTE:  http://www.nigrizia.it/notizia/un-nuovo-ruolo-per-finmeccanica/notizie

lunedì 15 dicembre 2014

Introduzione al Convegno: “L’industria delle armi alimenta le guerre. Il ruolo di Finmeccanica”.


A nome dei missionari comboniani che risiedono in questa casa, dò il benvenuto a tutti voi che oggi siete qui per partecipare al convegno “L’industria delle armi alimenta le guerre. Il ruolo di Finmeccanica”. Sono già trascorsi due anni dalla marcia contro la vendita degli aerei M 346 a Israele, fabbricati da Alenia Aermacchi, nella fabbrica di Venegono Superiore.
A questo proposito voglio anche ricordare che oggi L’ONU celebra la Giornata Mondiale di Solidarietà con il Popolo Palestinese. Il 29 Novembre del 1947, l’Assemblea Generale adottò la risoluzione 181 (II), che divenne nota come la Risoluzione sulla Partizione.
Questa giornata rappresenta un’opportunità per la comunità internazionale di concentrare la propria attenzione sul fatto che la questione palestinese è ancora irrisolta e che il popolo palestinese deve ancora conseguire i propri diritti così come sanciti dall’Assemblea Generale dell’ONU.
Come dicevo, dopo due anni, dalla nostra prima marcia, nonostante le tante crisi che, evidentemente, hanno raggiunto anche gli ambiti legati al pacifismo, all’antimilitarismo, alle iniziative sulla riconversione e la smilitarizzazione del territorio, siamo ancora sulla strada.
P. Alex Zanotelli, che poi vedremo in video-conferenza, ci invita a superare rotture, attriti, incomprensioni che indeboliscono il movimento per la pace in Italia. La speranza nasce dal basso, da questo metterci insieme per trasformare i nostri Sistemi di morte in Sistemi che danno vita.
Qualcuno potrà dire, tutto ciò serve a poco, le cose sembrano cambiare, ma in peggio. Attorno a noi c’è molta indifferenza, si preferisce parlare di altre cose, in modo magari politically correct, come si dice. Però parlare di pace, oggi, implica fare discorsi politici, toccare interessi e sensibilità che sembrano opporsi alla costruzione di un mondo più umano e vivibile.
Nel suo discorso al Consiglio d’Europa, martedì scorso, Papa Francesco ha insistito sull’importanza di preservare, coltivare e diffondere la pace. I conflitti sono foraggiati da traffici di armi molto spesso indisturbati, ha ricordato il Papa. La Chiesa considera che “la corsa agli armamenti è una delle piaghe più gravi dell’umanità e danneggia in modo intollerabile i poveri”. Però il Papa è anche cosciente che la pace si può realizzare soltanto nell’atteggiamento costante di iniziare processi e portarli avanti. Perciò costruire la pace richiede di privilegiare le azioni che generano dinamismi nuovi nella società e coinvolgono altre persone e altri gruppi che li svilupperanno, fino a che portino frutto in importanti avvenimenti storici. Portare avanti, quindi, i processi senza ansietà ma con convinzioni chiare e con tenacia. Ed è ciò che stiamo facendo, con molta umiltà e senso del limite, ma anche con grande coraggio e perseveranza.
Sono certo che se siamo qui per l’ennesima volta, è perché abbiamo qualcosa da imparare e da offrire, senza imporsi ma camminando insieme per resistere alla guerra e arrivare alla sua abolizione.
Abbiamo scelto come sede dei nostri incontri un castello, costruito ovviamente per perseguire obiettivi anche militari. Questo edificio ha subito lungo i secoli modifiche strutturali e funzionali, fino a diventare luogo di formazione e partenza di missionari che nel mondo si sono fatti promotori di riconciliazione, giustizia e pace. Noi siamo i primi a dire che la riconversione ed il cambiamento è possibile.
Per camminare verso il futuro, ci ricorda Papa Francesco, servono memoria, coraggio e sana e umana utopia! Dove quest’ultima diventa la forza critica verso situazioni esistenti e la positiva capacità di orientare forme di rinnovamento sociale, economico e politico.
Augurando a tutti buona permanenza e buon convegno, termino con una frase dello scrittore Paulo Coelho: “La gloria del mondo è transitoria e non è questa che ci dà la dimensione della nostra vita, ma è la scelta che facciamo di seguire la nostra leggenda personale. Credere nelle nostre utopie e lottare per i nostri sogni”. 
 
P. Massimo Robol

domenica 14 dicembre 2014

giovedì 11 dicembre 2014

Analisi e proposte dopo il Convegno del 29 novembre sul ruolo di Finmeccanica

Il Convegno “L'industria delle armi alimenta le guerre. Il ruolo di Finmeccanica”: dalle analisi alle proposte - di Rossana De Simone

(L'intero documento è visibile al link: https://drive.google.com/file/d/0B6tFyWHpJ2W_X2EzR1VqNVFoeE0/view?usp=sharing )


Il terzo convegno organizzato dal Comitato NO-M346 del varesotto e dal Movimento NO-F35 del novarese si è posto l'obiettivo di analizzare l'holding della difesa e sicurezza Finmeccanica, uno dei comparti più importanti del sistema paese.
Finmeccanica è stata definita dal “Libro bianco della difesa” elemento essenziale non solo per la difesa e sicurezza degli interessi vitali e strategici italiani, ma anche fondamentale, per le sue capacità tecnologiche, per la crescita complessiva del Paese.
Il convegno rivestiva una importanza particolare per il territorio varesino perché qui sono presenti AleniaAermacchi e AgustaWestland, aziende madri del Distretto aerospaziale lombardo che anche nel 2014 si è confermato il maggiore del settore per quota di export, il 35% del totale nazionale, con un giro d'affari di 4,5 miliardi di euro e 15.000 addetti. Nondimeno in queste aziende si sono organizzate lotte per la riconversione dell'industria bellica alla fine degli anni '80, in particolare quella condotta dai lavoratori Aermacchi all'inizio della prima guerra del Golfo.

L'economista Domenico Moro ha analizzato il “chi è” e “che cosa è” Finmeccanica all'interno del capitalismo italiano, i suoi asset finanziari e il suo ruolo nell'attuale crisi economica e finanziaria.
La sua relazione parte dalla considerazione che Finmeccanica ha assunto un carattere internazionale poiché, sebbene lo Stato possieda il 30,2% delle azioni, il suo azionariato è passato da una prevalenza domestica ad una internazionale, infatti, se si guarda la distribuzione geografica del flottante dell'azionariato istituzionale, si nota che oltre il 90% è estero.
Nello specifico della governance del gruppo, essendo l'holding di un settore che rappresenta un capitalismo italiano fortemente interconnesso e organizzato a livello internazionale, lo Stato ha nominato rispettivamente nella figura di Presidente Gianni De Gennaro, ex capo della polizia ed ex capo del Dipartimento delle Informazioni per la sicurezza, e Marta Dassù, direttore di Aspen Institute Italia ed ex sottosegretario agli Affari Esteri con il governo Letta, membro del consiglio di amministrazione di Finmeccanica,  l'uno membro del Club Bilderberg e l'altra della Commissione Trilaterale. Al netto di ogni complottismo, i piani e i progetti di queste associazioni sono quelli della classe dominante: avvicinamento al sistema presidenzialista, finanziarizzazione dell’economia, liberismo e libero scambio senza barriere, politiche di austerità, lenta erosione dei salari e dello stato sociale. Se in questo scenario di grave crisi economica, il ritiro dello Stato dall’economia, il ruolo delle banche, la speculazione finanziaria e le modalità di funzionamento del sistema euro, hanno un ruolo importante nella crisi del debito, non costituiscono però le uniche cause della crisi.