giovedì 11 dicembre 2014

Analisi e proposte dopo il Convegno del 29 novembre sul ruolo di Finmeccanica

Il Convegno “L'industria delle armi alimenta le guerre. Il ruolo di Finmeccanica”: dalle analisi alle proposte - di Rossana De Simone

(L'intero documento è visibile al link: https://drive.google.com/file/d/0B6tFyWHpJ2W_X2EzR1VqNVFoeE0/view?usp=sharing )


Il terzo convegno organizzato dal Comitato NO-M346 del varesotto e dal Movimento NO-F35 del novarese si è posto l'obiettivo di analizzare l'holding della difesa e sicurezza Finmeccanica, uno dei comparti più importanti del sistema paese.
Finmeccanica è stata definita dal “Libro bianco della difesa” elemento essenziale non solo per la difesa e sicurezza degli interessi vitali e strategici italiani, ma anche fondamentale, per le sue capacità tecnologiche, per la crescita complessiva del Paese.
Il convegno rivestiva una importanza particolare per il territorio varesino perché qui sono presenti AleniaAermacchi e AgustaWestland, aziende madri del Distretto aerospaziale lombardo che anche nel 2014 si è confermato il maggiore del settore per quota di export, il 35% del totale nazionale, con un giro d'affari di 4,5 miliardi di euro e 15.000 addetti. Nondimeno in queste aziende si sono organizzate lotte per la riconversione dell'industria bellica alla fine degli anni '80, in particolare quella condotta dai lavoratori Aermacchi all'inizio della prima guerra del Golfo.

L'economista Domenico Moro ha analizzato il “chi è” e “che cosa è” Finmeccanica all'interno del capitalismo italiano, i suoi asset finanziari e il suo ruolo nell'attuale crisi economica e finanziaria.
La sua relazione parte dalla considerazione che Finmeccanica ha assunto un carattere internazionale poiché, sebbene lo Stato possieda il 30,2% delle azioni, il suo azionariato è passato da una prevalenza domestica ad una internazionale, infatti, se si guarda la distribuzione geografica del flottante dell'azionariato istituzionale, si nota che oltre il 90% è estero.
Nello specifico della governance del gruppo, essendo l'holding di un settore che rappresenta un capitalismo italiano fortemente interconnesso e organizzato a livello internazionale, lo Stato ha nominato rispettivamente nella figura di Presidente Gianni De Gennaro, ex capo della polizia ed ex capo del Dipartimento delle Informazioni per la sicurezza, e Marta Dassù, direttore di Aspen Institute Italia ed ex sottosegretario agli Affari Esteri con il governo Letta, membro del consiglio di amministrazione di Finmeccanica,  l'uno membro del Club Bilderberg e l'altra della Commissione Trilaterale. Al netto di ogni complottismo, i piani e i progetti di queste associazioni sono quelli della classe dominante: avvicinamento al sistema presidenzialista, finanziarizzazione dell’economia, liberismo e libero scambio senza barriere, politiche di austerità, lenta erosione dei salari e dello stato sociale. Se in questo scenario di grave crisi economica, il ritiro dello Stato dall’economia, il ruolo delle banche, la speculazione finanziaria e le modalità di funzionamento del sistema euro, hanno un ruolo importante nella crisi del debito, non costituiscono però le uniche cause della crisi.

articolo su PaxChristi - di Elio Pagani



Organizzato dai promotori del “FORUM CONTRO LA GUERRA” di cui fa parte anche il Punto Pace di Pax Christi di Tradate, il 29 novembre 2014, a Venegono Superiore (Va), sito nel territorio fra Varese e Novara dove sono concentrate diverse aziende aeronautiche belliche di rilevanza internazionale, si è tenuto presso il castello dei missionari Comboniani il convegno: “L’INDUSTRIA DELLE ARMI ALIMENTA LE GUERRE- Il RUOLO DI FINMECCANICA”.

Dopo l’introduzione di Padre Massimo Robol, sono intervenuti i relatori: Domenico Moro (economista) sul ruolo di Finmeccanica nel capitalismo italiano e transnazionale, e sul significato della “riconversione al militare” proposta dall’attuale management; Manlio Dinucci (giornalista e saggista) sul ruolo della produzione bellica nella implementazione di un modello di difesa aggressivo a supporto di un sistema economico predatorio; Alex Zanotelli (missionario Comboniano) sulla grande immoralità di spesa e produzione militare e del commercio di armi, che hanno raggiunto dimensioni da capogiro.
Riflessioni particolari sono state portate dagli interventi di sindacalisti di base come Fiorenzo Campagnolo (ADL Agusta-Westland) e Giansandro Bertinotti (ADL Alenia-Aermacchi), oltre che di Rossana De Simone, MarioAgostinelli, Ugo Giannangeli, Gregorio Piccin, Elio Pagani e Alberto Perino.
In video sono state presentate le posizioni dei rappresentanti dei sindacati metalmeccanici confederali (FIM e FIOM) che, per quanto richiesti ai vari livelli, hanno preferito non partecipare ad un confronto costruttivo e non polemico sui temi caldi dell’occupazione e della riconversione al civile delle produzioni belliche .
Relazioni e video degli interventi si possono scaricare dal Blog del Forum:
http://forumnoguerra.blogspot.it/

Questo convegno ha costituito la più recente delle iniziative che dall’ottobre 2012 si sono attuate per dare vita ad un “FORUM CONTRO LA GUERRA” che consenta un collegamento prima di tutto fra le ”comunità in lotta” operanti vicino ad aziende belliche, basi e poligoni militari, quindi naturalmente legate al proprio territorio e capaci di mobilitazioni locali, per lavorare assieme, alla pari contro la guerra, a partire dall’analisi delle forme che essa ha assunto negli ultimi 25 anni.

Elio Pagani
(Punto Pace di Pax Christi di Tradate)
05.12.2014

martedì 9 dicembre 2014

Intervento di Mario Agostinelli al convegno sul ruolo di Finmeccanica




GEOPOLITICA DELL’ENERGIA:

NONSOLOGAS, QUESTIONE DI CLIMA

di Mario Agostinelli, Inchiesta Novembre 2014
 





Il cambio di paradigma energetico è irreversibile


Hermann Scheer sosteneva che la sfida energetica del XXI secolo si sarebbe giocata tra atomo e sole, in un anticipo ridotto all’essenzialedello scenario entro cui la geopolitica deve far i conti con la sfida per la sopravvivenza della biosfera. Un mondo vivente - soffocato da protesi artificiali di cui l’uomo si è circondato e che ha industrialmente prodotto e irresponsabilmente non smaltito - minacciatodal cambiamento climatico e dall’impossibilità di reintegrare nei cicli naturali la materia messa a merce, a consumo. Di conseguenza, produzione e consumo, debitrici nei confronti dell’energia in ogni fase di trasformazioneconsapevolmente organizzata, sono oggi esposte soprattutto a valle oltre che a monte: non solo le fonti fossili sono in via di esaurimento, ma le loro emissioni provocano uninsopportabile innalzamento della temperatura globale.La lotta per l’accaparramento delle risorse, da sempre risolta attraverso conflitti militari e “accordi” asimmetricidovuti alla disparità economica dei contraenti, si deve misurare oggi con la responsabilità di assicurare salute, riproduzione e garanzia di conservazione della specie.Il che richiede cooperazione politica, riorganizzazione sociale e convergenza di “stili di vita”: un ribaltamento rispetto alla competizione che agisce nell’arena globale del mercato. Nella geopolitica dell’energia le armi non bastano più. Il sistema energetico, e questa è la novità epocale, deve affrontare questioni di lungo termine, prima di rispondere a pressioni immediate come la immediata convenienza economica o l’esclusività nel disporre di risorse strategiche, che, altrimenti, ne provocherebbero la rottura.Obama non potrebbe più impunemente oggi affermare, seppure lo volesse, che “lo stile di vita degli americani non è negoziabile”, come sostenne Bush pergiustificare la guerra per il petrolio iracheno, a dispetto della necessità di ridurre le combustioni nocive.

giovedì 4 dicembre 2014

INTERVENTO AL CONVEGNO SU FINMECCANICA di Ugo Giannangeli



INTERVENTO AL CONVEGNO SU FINMECCANICA di Ugo Giannangeli



Alex Zanotelli ha parlato di etica e ha usato spesso il termine “immoralità”; io devo parlare di diritto e userò spesso il termine “illegalità”. Diciamo subito che il diritto  rappresenta l’estrema retroguardia di qualsiasi battaglia, è un duello con l’arma scelta dall’avversario. Di questo bisogna avere consapevolezza ma non è un motivo per rifiutare il confronto anche su questo campo. Il rapporto tra etica e diritto è spesso conflittuale, se ne occupano testi di filosofia del diritto. Teoricamente non dovrebbe esserci conflitto ma così è. Il contrasto è massimo in tema di armi e guerra, il tema che ci occupa. Ho a disposizione solo 15 minuti quindi sono costretto a una sintesi massima. Anche il linguaggio sarà estremamente divulgativo sia perché siamo in un consesso di non addetti ai lavori sia perché spesso il tecnicismo nasconde idee non chiare.

                                             Le norme di riferimento



Art. 11 della Costituzione, quello del ripudio della guerra come strumento di risoluzione dei conflitti, lo conosciamo tutti a memoria quindi passiamo oltre.

Legge 185/90 e successive modifiche, in particolare nel 2003. Qui inizia il balletto tra le buone intenzioni e i compromessi. La legge, come sapete, regolamenta la commercializzazione delle armi e all’art. 1 richiama per ben due volte la Costituzione e in particolare l’art. 11 come norma ispiratrice e di riferimento.

La legge sancisce alcuni divieti e all’art. 1, comma 6, lettere A), B) e D) si legge che “ l’esportazione e il transito di materiali di armamento sono altresì vietati verso i Paesi in stato di conflitto armato……fatto salvo il rispetto degli obblighi internazionali dell’Italia o le diverse deliberazioni del Consiglio dei ministri, da adottare previo parere delle Camere; verso Paesi la cui politica contrasti con i principi dell’art. 11 della Costituzione; verso i Paesi i cui Governi sono responsabili di gravi violazioni delle convenzioni internazionali in materia di diritti umani, accertate dai competenti organi delle Nazioni Unite, dell’UE o del Consiglio d’Europa”.

Fatta la regola, arriva subito l’eccezione: l’art. 9 recita : ”Sono escluse dalla disciplina della presente legge……….le esportazioni o concessioni dirette da Stato a Stato, a fini di assistenza militare, in base ad accordi internazionali”.

Appunti per una storia sindacale sulla produzione bellica e la sua riconversione di Elio Pagani

Appunti per una storia sindacale sulla produzione bellica e la sua riconversione
di Elio Pagani,
convegno: “ L'industria delle armi alimenta le guerre. Il ruolo di Finmeccanica”. Venegono Superiore, Castello dei Comboniani, 29.11.2014


- Per cercare di comprendere le iniziative di una parte dei lavoratori del settore bellico a favore delle alternative produttive, occorre partire dai Valori del sindacato/movimento operaio e dai bisogni di tutela dei loro interessi (ad esempio della occupazione), così come degli ideali e ideologie (giustizia, uguaglianza, lotta di classe) che hanno attraversato i tempi di cui parliamo (in particolare gli anni '70 e '80)
Circa i Valori, ruolo centrale hanno avuto:
diritti
solidarietà/solidarietà internazionale

Da essi scaturisce l'esigenza del superamento della contraddizione: del manifestare il sabato per esprimere solidarietà ai popoli oppressi da dittature e regimi militari, e lavorare dal lunedì al venerdì per la produzione bellica destinata a quei regimi
Si esplicitava la necessità di: “Convincere i lavoratori del settore sulla validità della distinzione storica fra interessi dei lavoratori e quelli delle lobby dell'industria bellica (Tridente)”
Da qui la collaborazione e la presenza di rappresentanti di movimenti di liberazione nelle fabbriche e la presenza sindacale nel Tribunale Russel

Si esprimono azioni di solidarietà concreta (fuori e dentro le fabbriche belliche), es.:
Scioperi di lavoratori di aziende belliche francesi contro la guerra francese in Indocina (anni '50)
Boicottaggio armi destinate al Cile da parte dei portuali tedeschi (1973)
Boicottaggio del rame cileno in Italia (Trasporti Gottardo Ruffoni di Milano e Lmi di Livorno e Pistoia, ecc.) nei primi anni '70
Queste iniziative, nel sindacato metalmeccanico italiano vengono gestite dalla FLM unitaria

- La produzione militare era destinata in parte alla difesa (e questo non lo si contestava), nella logica della guerra fredda (di questa si contestava l'enorme spreco di risorse che faceva vittime per fame, e la sua possibile degenerazione in olocausto nucleare), e in parte ad un export crescente (dal punto di vista aziendale utili a garantire gli equilibri economici)



Leggi tutto il documento su: https://drive.google.com/file/d/0B6tFyWHpJ2W_RXNBejRaZkhyZGs/view?usp=sharing

lunedì 1 dicembre 2014

Articolo e video di Ecoinformazioni sul Convegno: "L'industria delle armi alimenta le guerre. Il ruolo di Finmeccanica"


Dopo gli interventi del mattino di Domenico Moro  e di Manlio Dinucci [Leggi l’articolo di Laura Tussi] la sessione pomeridiana del convegno L’industria delle armi alimenta le guerre. Il ruolo di Finmeccanica (sabato 29 novembre al Castello dei comboniani a Venegono Superiore (Va)) si è aperta con l’intervento via Skype di Alex Zanotelli  (L’immoralità della guerra) e  quello di Ugo Giannangeli (L’illegalità della guerra). All’incontro ha partecipato anche una delegazione del Coordinamento comasco per la Pace. Presto on line sul canale di ecoinformazioni anche tutti gli altri video dell’iniziativa.

 
 


Introduzione di Elio Pagani:

https://www.youtube.com/watch?v=9Za9toV2HoE


Intervento di Alex Zanotelli:

https://www.youtube.com/watch?v=zQD1IJ9U3qU


Intervento di Ugo Giannangeli:

https://www.youtube.com/watch?v=V8gJSBKVVJQ

Interventi del pubblico:
https://www.youtube.com/watch?v=ee8GemRo6JI

https://www.youtube.com/watch?v=SrQZYa0XEU0


Risposte di Alex Zanotelli:

https://www.youtube.com/watch?v=0LIwrLdp9Y8

https://www.youtube.com/watch?v=PgjCt_yY0uk


Intervento di Elio Pagani:

https://www.youtube.com/watch?v=IDs95tCmCT0

Intervento di Filippo Bianchetti (costituzione del forum contro la guerra):
https://www.youtube.com/watch?v=hp-KDhj_D3s

Intervento di Rossana De Simone:
https://www.youtube.com/watch?v=H1Eqn-MIDDI&list=UU1CxuFS6A7kHu_p5uGD8Dbw

https://www.youtube.com/watch?v=rB40XhgQdMU&list=UU1CxuFS6A7kHu_p5uGD8Dbw



FONTE: https://ecoinformazioni.wordpress.com/2014/11/29/a-venegono-con-zanotelli-per-il-forum-contro-la-guerra/

venerdì 28 novembre 2014

COSTITUZIONE DEL FORUM CONTRO LA GUERRA

Di seguito pubblichiamo il documento di costituzione del "forum contro la guerra"




Come  gruppo promotore del “FORUM contro la guerra” (*) (**), composto dal Movimento NO-F35 del novarese e dal Comitato NO-M346 del varesotto,, nel proporre l’ incontro di sabato 29 novembre 2014 sul ruolo di FINMECCANICA (***), riteniamo sia  GIUNTO IL MOMENTO (****) DELLA EFFETTIVA COSTITUZIONE DEL FORUM.
Facciamo quindi ancora  “…. appello  alle “comunità in lotta” operanti vicino ad aziende belliche  e basi militari, quindi naturalmente legate al proprio territorio e capaci di mobilitazioni locali per la riconversione e la smilitarizzazione dei territori….(*)”         per lavorare assieme, alla pari, in un FORUM che, a partire dall’ analisi delle forme assunte dalla guerra attuale, sia:

1.    Contro la guerra (o le pratiche armate, comunque si vogliano chiamare);
2.    Per la trasformazione delle produzioni di armi di qualunque tipo, comunque denominate, in produzioni di strumenti di utilità comune, non consumistica;
3.    Contro la militarizzazione dei territori e delle coscienze,  la presenza di basi e poligoni militari;
4.    Contro le servitù militari e la devastazione ambientale che spesso esse impongono;
5.    Contro la penetrazione delle istanze militari nelle scuole di ogni ordine e grado;
6.    Contro la militarizzazione delle università e della ricerca, condotta attraverso una crescente cooperazione con l'industria militare;
7.       Contro la diffusione di una cultura che giustifica la guerra, la esalta come mezzo per risolvere le controversie internazionali e ne nasconde la reale natura predatoria;
8.    Per la valorizzazione -e non la repressione (sempre più militarizzata)- del dissenso (sempre più criminalizzato);
9.    Per la salvaguardia delle risorse, della sovranità e degli spazi democratici dei cittadini.


IN SINTESI, CHIEDIAMO A TUTTI I GRUPPI LOCALI DI DARE LA PROPRIA ADESIONE FORMALE  (BASTA UNA MAIL CON:  “….. –nome esatto del gruppo- aderisce al FORUM  contro la guerra, + nome del referente”, da indirizzare a:  forum.no.guerra@gmail.com), PREMESSA INDISPENSABILE PER UTILIZZARE, TUTTI  A PARI  TITOLO, LO STRUMENTO TELEMATICO DI COMUNICAZIONE CHE ENTRO BREVE CI DAREMO.